“Chiedi alla luna”. Il diario di un ragazzo schizofrenico, il punto di vista di un professionista

chiedallalunaArriviamo subito al succo: questo romanzo è da leggere. Per tre semplici motivi. Punto primo, è scritto bene. Punto secondo, mostra intelligentemente un prima ed un dopo. Punto terzo, la malattia non è l’unico aspetto preso in considerazione.

Ma entriamo nel dettaglio. Nathan Filer, l’autore del libro, è un giovane infermiere inglese specializzato nell’assistenza a pazienti con malattie mentali. Ha scritto questo romanzo, ha prodotto cortometraggi e spettacoli teatrali. Ed ha reso un gran favore al disagio mentale descrivendolo con garbo e chiarezza.

L’impianto del racconto prevede la narrazione in prima persona del giovane protagonista, Matthew Homes. L’idea orginale e di ottima resa è quella di affiancare la narrazione diretta alla trascrizione di un vecchio diario. Ciò permette di cogliere maggiormente le differenze temporali ed umorali.

La trama è, brevemente, questa: Matthew assiste alla morte del fratello maggiore, affetto da una malattia grave. La morte, un mistero per gran parte del libro, cambia la sua vita e la sua famiglia che, senza sapere come fare, tenta disperatamente di reagire. Ma a dolore si somma altro dolore: al protagonista viene diagnosticata la schizofrenia. Inizia dunque il percorso, complicato e surreale, attraverso i servizi di cura e la difficile accettazione.

Una sintesi che, come tutti i riassunti, non può rendere il turbinio di emozioni scaturito dalla lettura di questo splendido romanzo.

Provo, come sempre, a darvi alcune suggestioni. Ecco come Matthew descrive la reazione della madre dopo la morte del fratello:

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E come parla della scrittura come strumento terapeutico:

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Ma veniamo alla malattia e alla sua descrizione. Il centro del racconto è non tanto sulla malattia ma su come essa influenzi la vita del protagonista. E delle persone che gli sono accanto. Davvero interessante è la presa di posizione implicita dell’autore sul funzionamento dei Servizi psichiatrici inglesi, ponendo l’accento su quanto spesso essi finiscano per dimenticare la persona e centrarsi sulla malattia.

Ma eccola gli effetti della schizofrenia descritti dal protagonista:

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E poi c’è l’egoismo, punto davvero troppo poco spesso affrontato in letteratura.

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Dott. Dario Fieni

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