Il poeta e la psicologia

ImmagineChi è il poeta? È sensato cercarne una definizione? Secondo Giuseppe Bartalotta non è e non sarà mai possibile, “possiamo solo porci di fronte al fenomeno della poesia e perderci nel suo mistero senza cercare una definizione” (Bartalotta, 2003, p. 15).

Un poeta è chi scrive poesia? Se così fosse tutti, chi più chi meno, lo siamo o lo siamo stati. Una poesia in un quaderno. Dei versi pronunciati per caso. Una frase la cui musicalità  è stata ricercata per significare qualche sentimento. Sono tutte cose comuni. Ma credo non possa bastare. Credo che essere poeta sia una predisposizione, che ha poco a che fare con le abilità di linguaggio.

Winnicott distinse il vivere creativamente dall’attività di produzione di opere artistiche, che di per sé non sono un atto creativo (Winnicott, 1986).  Così noi possiamo dire che, parafrasandolo, per essere poeti bisogna vivere poeticamente. Bartalotta ha scritto che un poeta è “un falsario della parola” (Bartalotta, ibidem). Agisce sui ritmi, sul significato delle parole, modifica ciò che è accettato e lo fa per far parlare la propria anima, che altrimenti sarebbe ignorata e incompresa. Da se stesso, innanzitutto.

E ciò che è utilizzato per crear poesia non è molto simile e vicino al linguaggio del delirio dello psicotico? L’anima di un poeta o di altro artista è fragile. L’arte è, perlopiù, un tentativo di risolvere quello che per Montale è caratteristica d’ogni artista, il “male di vivere”.

Bisogna anche chiedersi se la psicologia come scienza della psiche possa analizzare ed usare l’arte poetica, arte tra le tante forse tra le più irrazionali ed in-stabili. Soprattutto bisogna chiedersi se un approccio alla poesia possa essere compatibile con esigenze di scientificità della disciplina psicologica.

Jung ha così scritto:

È ovvio che la psicologia, come scienza dei processi psichici, può essere messa in rapporto con la letteratura. Essendo la psiche madre e matrice di tutte le scienze e arti, la psicologia dovrebbe essere n condizione di illuminare e di spiegare, da una parte, la struttura psicologica dell’opera d’arte, dall’altra, il condizionamento psicologico dell’artista (Jung, 1930-50, p. 51)

Questa posizione sembra non condivisa da Galimberti (1997) che, in Paesaggi dell’anima, così esprime la sua opinione al riguardo:

Chiunque vede che per accedere al linguaggio poetico, religioso e filosofico bisogna adottare quel modo di pensare che non si attiene alla determinazione scientifica, ma in qualche modo la trasgredisce affermandola e insieme negandola, dove negare significa rinviare ad altro. Non il rinvio della follia, quel passar di cosa in cosa nel farsi deserto della ragione, ma quel rinvio che ogni cosa accenna come sua ulteriorità, come completamento del suo senso. Si apre così quel pensiero analogico dove i diversi sono adunati. … Ma per questo sono necessarie nuove parole, dove la novità non è nell’aggiunta di nuovi vocaboli, ma nel nuovo senso che quelli abituali assumono quando, di fronte al linguaggio, ci si dispone non come di fronte a uno strumento, ma come di fronte a una parola che parla. (Galimberti, 1997)

Sicuramente esiste ed è sempre esistita una certa difficoltà a delimitare le produzioni poetiche con definizioni, analisi e interpretazioni secondo modelli standard. La poesia è nata anche per l’esigenza di esprimere quelle sensazioni di separazione e unicità dell’essere umano. 

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2 risposte a Il poeta e la psicologia

  1. Alessio ha detto:

    Sarebbe curioso se potessimo condividere esempi del vivere poeticamente …

    • ilcestinodistorie ha detto:

      Già Alessio, curioso e strano direi. Secondo me la psicologia s’è posta davanti alla poesia, come davanti alle altre forme d’arte, in due modi: o le ha considerate come una semplice forma d’espressione, una delle tante – così facendo però ne ha svuotato di per sè le professioni ad esse connesse. Nessuno è poeta, tutti lo sono. Oppure, come Winnicott, ha trattato l’artista come qualcuno con delle “capacità” diverse, particolari. Sensibilità maggiore? Carattere? Predisposizione? (a seconda degli orientamenti e dei linguaggi utilizzati) Io personalmente non ho ancora le idee chiare su ciò che penso al riguardo e mi piacerebbe molto confrontarmi con colleghi o artisti al riguardo..

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